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La televisione in camera dei nostri figli? Si. No. Forse.

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La televisione in camera dei nostri figli? Si. No. Forse.

La presenza della televisione nelle camerette per bambini è uno degli argomenti più discussi quando si progetta e si predispone l’arredamento delle stanze da letto, visto che questa “scatola” rappresenta un vero e proprio oggetto della discordia fra genitori e figli.

Da anni ormai si dibatte sugli effetti che la presenza della tv può avere sui più piccoli e, in particolare, sulle loro abitudini e comportamenti. Sono scesi in campo pediatri e ricercatori, che hanno segnalato i pro e i contro su un eventuale “abuso di televisione” dovuto alla sua presenza all’interno delle camerette.

Alcuni hanno attribuito alla tv il fatto di indurre i bambini all’obesità, perchèè possibile che la televisione interferisca con il sonno dei ragazzi o che siano più esposti a pubblicità che incoraggiano il consumo di cibi poco salutari. Altri l’hanno definita come una “baby sitter a basso costo”: troppe ore davanti allo schermo fanno si, infatti, che la televisione diventi la principale attività extrascolastica dei bambini, con la conseguente diminuzione delle capacità di socializzazione e di rallentamento delle capacità cognitive.

A conferma del fatto che questo è un tema molto dibattuto e di incerta soluzione, interviene anche Daniela Panarello, titolare di Festarredo, azienda leader nella vendita di camerette per bambini e ragazzi, che si trova a Messina in via Cesare Battisti n° 346 – 348,

Daniela Panarello, infatti, dichiara: “Quando progettiamo una cameretta, assistiamo quotidianamente a discussioni fra genitori e figli per il posizionamento, o meno, della televisione al suo interno. Alcuni la considerano come un elemento di arredo indispensabile, mentre altri preferiscono lasciarla fuori da questo particolare ambiente. La parola d’ordine in situazioni così complesseè buonsenso, perché la televisione esiste, è ormai presente in tutte le case e bisognerebbe quindi usarla con moderazione”.

“I genitori – conclude la titolare di Festarredo – potrebbero quindi dettare delle semplici regole per venire incontro alle richieste dei figli, controllando i loro programmi preferiti e dando un tempo massimo per guardarla”.

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